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Agenzia per la sicurezza nucleare testa a testa fra Genova e Milano

Testa a testa: Genova e Milano si contendono la sede della nuova agenzia per la Sicurezza Nucleare. Qualche ambizione, a dire il vero, la coltiva anche Venezia, ma la scelta, imminente, pare ormai circoscritta ai capoluoghi di Liguria e Lombardia.

Giochi praticamente fatti, invece, per il presidente. La scelta infatti sarebbe caduta sul professor Maurizio Cumo, docente alla Sapienza di Roma, membro dell’Accademia delle Scienze, ex presidente della Sogin. Insomma, un’autorità assoluta nel campo del nucleare che avrebbe messo tutti quanti d’accordo.

Il governo ha atteso le elezioni regionali (e quando mai si decide qualcosa prima?) e ora si prepara a rendere noto il suo verdetto. Questioni di giorni, ormai, con la candidatura di Genova fortemente sostenuta dal ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, ma condivisa trasversalmente anche dal sindaco Marta Vincenzi che, pure da convinta anti-nuclearista, condivide l’idea che per parlare di nucleare in Italia la città più qualificata sia appunto Genova. Tesi pienamente sostenibile. Qui c’è tutto quello che si può chiedere in materia di atomo: l’azienda che non ha mai smesso di dedicarsi all’energia nucleare (l’Ansaldo); l’università che non ha mai smesso di studiarlo e di formare tecnici qualificati; quel “sapere diffuso” costruito nel tempo e poi messo da parte, ma non cancellato, dopo il referendum dell’87 che escluse l’Italia dalla partita. Per questo la scelta di Genova a sede dell’agenzia nazionale per la sicurezza è parsa fin dall’inizio naturale.

Non che tutti la condividano, all’ombra della Lanterna, finendo per indebolirne un po’ la candidatura. Il presidente di Confindustria Genova, Giovanni Calvini, che al contrario della Vincenzi è un nuclearista convinto, non ha mai manifestato entusiasmo per il possibile arrivo dell’agenzia che, a suo dire, rappresenterebbe solo il trasferimento a Genova di qualche decina di studiosi e funzionari ministeriali. Lui, che rappresenta le aziende, preferisce concentrarsi sul business, scommettendo su quella filiera del sapere che a Genova unisce aziende grandi e piccole all’università.

Si procederà comunque per gradi, partendo dalla nomina del presidente che, si diceva, dovrebbe essere Maurizio Cumo, scelto decreto del Presidente della Repubblica su proposta del presidente del Consiglio. Poi toccherà alla sede. Quindi il Cipe dirà quali tecnologie impiegare, ammettendo con ogni probabilità sia quella francese (Epr) che quella americana (Ap 1000). Infine si aprirà il confronto sui siti, argomento rovente che ha già trovato l’opposizione di dieci regioni (fra cui la Liguria) che ha presentato ricorso alla Consulta contro la legge 99 con cui il governo Berlusconi ha riaperto la strada al nucleare.

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