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AIEA: nucleare in crescita entro il 2030, nonostante Fukushima

L’annuale Conferenza Generale dell’ AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), che avrà luogo dal 19 al 23 settembre, è preceduta dalla sessione, tuttora in corso, che vede congiunti i rappresentanti delle 35 nazioni del Board of Governors dell’ Agenzia, riuniti per stabilire le proprie deliberazioni dal 12 al 16 settembre.
La sessione si è aperta con una dichiarazione del Direttore Generale dell’AIEA, Yukiya Amano, che ha posto l’accento su alcuni tra i più importanti temi di attualità che riguardano l’energia nucleare, tra cui l’aspetto della sicurezza e della gestione, senza far mancare un riferimento a scenari futuri.
“L’Agenzia ha aggiornato le sue proiezioni riguardanti le prospettive per l’energia nucleare a seguito dell’incidente Fukushima Daiichi.” ha dichiarato Yukika Amano, precisando inoltre che l’AIEA stima un incremento nel numero di centrali nucleari entro il 2030, per un valore compreso tra 90 (secondo la proiezione più bassa) e 350 (proiezione alta) nuovi impianti, che andranno ad aggiungersi ai 432 reattori attualmente in funzione nel mondo.
Nonostante il tasso di crescita dell’utilizzo di energia nucleare si presenti più lento di quanto previsto precedentemente all’ incidente di Fukushima, quest’ultimo, dati alla mano, non sembra aver avuto ripercussioni strutturali sull’uso dell’atomo come fonte energetica, che si prevede, al contrario, sarà oggetto di un trend di crescita continua e significativa.
Secondo il Direttore Generale dell’AIEA, l’Agenzia prevede inoltre che gran parte dell’ incremento del numero di reattori nel mondo avrà luogo in paesi in cui sono già oggi operative delle centrali nucleari, con particolare riferimento alla regione asiatica.
Cina e India continueranno ad essere i principali centri di espansione (secondo la World Nuclear Association, la Cina conta ad oggi 26 reattori in costruzione e 52 pianificati, che andranno ad aggiungersi ai 14 operativi), e raggiungeranno nel 2030 il livello di produzione nucleare cui ci si aspettava pervenissero anche prima dell’incidente di Fukushima, nonostante successivamente ad esso si sia assistito ad un temporaneo rallentamento.
Il nucleare, dunque, va avanti a passo spedito. Forse, oggi, con qualche consapevolezza in più.

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