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Il disastro di Chernobyl ha causato centinaia di migliaia di vittime e ha determinato un vertiginoso aumento dei casi di cancro, leucemia e malformazioni neonatali

La bufala

“Il disastro di Chernobyl ha causato centinaia di migliaia di vittime e ha determinato un vertiginoso aumento dei casi di cancro, leucemia e malformazioni neonatali”

La realtà

Le conseguenze del disastro di Chernobyl (quelle reali, non quelle immaginarie) sono state compiutamente analizzate in numerose pubblicazioni delle organizzazioni internazionali che, sotto l’egida dell’ONU, dal 1986 ad oggi hanno studiato in maniera approfondita il problema.

Particolarmente rilevanti al riguardo sono gli studi condotti dal Comitato scientifico delle Nazioni Unite sugli effetti delle radiazioni atomiche (UNSCEAR), le cui risultanze sono state pubblicate a partire dal 1988 e sono disponibili sul sito www.unscear.org.

Le risultanze dell’UNSCEAR sono state esaminate e accettate anche nell’ambito del Chernobyl Forum, organizzazione creata nel 2002 sotto l’egida dell’ONU della quale fanno parte

  • ­ i governi di Ucraina, Bielorussia e Federazione Russa;
  • ­ la Banca Mondiale;
  • ­ l’IAEA (International Atomic Energy Agency dell’ONU);
  • ­ la WHO (World Health Organization dell’ONU);
  • ­ l’UNDP (United Nations Development Programme);
  • ­ la FAO (Food and Agriculture Organization dell’ONU):
  • ­ l’ UNEP (United Nations Environment Program);
  • ­ l’UNSCEAR (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiations);
  • ­ l’UNOCHA (United Nations Office for the Coordination of Humanitarian Affairs).

I documenti scientifici elaborati in sede internazionale dalle organizzazioni scientificamente più accreditate e sotto l’egida dell’ONU stabiliscono che le vittime del disastro di Chernobyl, accertate a venti anni di distanza, sono state complessivamente 65 (sessantacinque), tra le quali 15 persone che avevano meno di 14 anni al momento del disastro e che hanno contratto il tumore alla tiroide.

I documenti stabiliscono che, ad eccezione dei casi citati, non si rilevano incrementi attribuibili alla radioattività per quanto riguarda patologie quali la leucemia, i tumori diversi dal tumore alla tiroide, la morte prenatale o neonatale, le mutazioni e i disturbi genetici, la sindrome di Down o altre ancora.

Le suddette risultanze sono sintetizzate in un volumetto divulgativo dal titolo “The Chernobyl Legacy”, pubblicato dal Chernobyl Forum in versione preliminare nel 2005 e in versione definitiva nel 2006 (http://www.iaea.org/Publications/Booklets/Chernobyl/chernobyl.pdf ).

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