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In un volume pubblicato dalla New York Academy of Science si dice che l’ONU e le organizzazioni internazionali hanno volutamente minimizzato le conseguenze del disastro di Chernobyl, che sono invece ben più gravi di quanto dichiarato ufficialmente

La bufala

“In un volume pubblicato dalla New York Academy of Science si dice che l’ONU e le organizzazioni internazionali hanno volutamente minimizzato le conseguenze del disastro di Chernobyl, che sono invece ben più gravi di quanto dichiarato ufficialmente”

La realtà

Le tesi sostenute nel volume citato sono prive di attendibilità scientifica, essendo lo stesso volume frutto di una collaborazione tra Greenpeace International e alcuni esponenti del movimento ambientalista e antinucleare russo.

Il volume accusa le maggiori agenzie dell’ONU, la Banca Mondiale e i governi di Ucraina, Russia e Bielorussia di aver “dato vita ad un blackout sui dati relativi al vero ammontare delle emissioni radioattive, alle dosi radioattive e all’incremento delle malattie nella popolazione colpita”. Tutto ciò non corrisponde al vero, come dimostrano le decine di documenti pubblicati negli ultimi vent’anni.

Nella prefazione al volume si spiega che il nato il libro è nato “per iniziativa di Greenpeace International”. Il paragrafo sui ringraziamenti (Acknowledgements) che si apre così: “Il presente volume non sarebbe stato pubblicato senza l’aiuto di molti esperti e attivisti”.

Stando alla presentazione pubblicata sul sito dell’editore (Wiley-Blackwell) il volume sarebbe stato scritto da “leading authorities from Eastern Europe”. Leggendo il volume, di queste “leading authorities” non si trova alcuna traccia: gli autori sono in realtà Alexey V. Yablokov, Vassily B. Nesterenko e Alexey V. Nesterenko:

  • ­ Yablokov, oggi ultraottantenne, è il padre del movimento ambientalista russo. È autore di una pubblicazione intitolata “Myth of the Insignificance of the Consequences of the Chernobyl Catastrophe”.
  • ­ Vassily Nesterenko, nato nel 1934 e scomparso nel 2008, ha fondato un istituto di radioprotezione indipendente (il Belrad) con lo scopo di investigare sulle “vere” conseguenze del disastro di Chernobyl. Il Belrad commercializza il “Vitapect 2”, una preparato a base di pectina di mela che sarebbe in grado di “ridurre del 30 al 50% la radioattività presente nell’organismo”.
  • ­ Alexey Nesterenko è il figlio di Vassily, è laureato in “ecologia umana” ed è subentrato al padre nella direzione del Belrad.

Nel 2007 l’allarme sociale sollevato in Bielorussia dalle iniziative estemporanee dell’istituto Belrad costrinse il presidente Lukachenko a chiedere di assumere “tutte le misure necessarie contro l’organizzazione privata Belrad, responsabile di violazioni delle leggi sulla ricerca e sulla diffusione dei dati sulla radioprotezione”.

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