Il governo intende incentivare il nucleare con soldi pubblici

La bufala

“Il governo intende incentivare il nucleare con soldi pubblici”

La realtà

Le norme vigenti in Italia incentivano la produzione elettrica da fonti rinnovabili (idroelettrico, geotermico, eolico, fotovoltaico, solare termodinamico, da forza mareomotrice, da biomasse, da rifiuti solidi urbani, da fonti assimilate alle rinnovabili e da cogenerazione) ma non da fonte nucleare.

Le suddette incentivazioni si applicano attraverso meccanismi diversificati: contributi a fondo perduto, scambio sul posto, conto energia, ritiro dedicato, tariffa omnicomprensiva, certificati verdi, priorità nel dispacciamento. Tutti questi meccanismi sono posti a carico degli utenti elettrici attraverso la componente A3 della tariffa elettrica e hanno generato nel 2009 un onere complessivo pari a 3,8 miliardi di euro.

I benefici economici previsti dal decreto legislativo 15.02.2010 a favore delle popolazioni, delle imprese e delle amministrazioni locali nelle future aree di insediamento delle centrali nucleari sono posti a carico del costruttore e dell’esercente dell’impianto, e non dell’utenza elettrica o della collettività.

A carico delle società elettriche sono (per la legge 99/2009) anche tutti i costi relativi

  • alle istruttorie tecniche per le autorizzazioni;
  • ai controlli di sicurezza;
  • alle assicurazioni contro i rischi;
  • alla gestione dei materiali radioattivi;
  • allo smantellamento degli impianti a fine vita.

A normativa vigente l’energia nucleare risulta quindi penalizzata rispetto alle altre fonti, e non incentivata.

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