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Che cos’è il nucleare di terza generazione avanzata?

La prima generazione è quella che fu messa a punto a partire dalla fine dagli anni Cinquanta. In Italia, che allora era all’avanguardia nel settore, sorsero impianti di prima generazione a Trino Vercellese (Vercelli), Borgo Sabotino (Latina, 210 megawatt a quei tempi la più grande d’Europa) e al Garigliano (Caserta).

Le centrali di seconda generazione vengono progettate negli anni Settanta e Ottanta. Si tratta di reattori tra 600 e 1000 megawatt, dotati di sistemi di sicurezza sempre più avanzati, basati su analisi probabilistiche nel determinare i possibili incidenti. Di seconda generazione è la centrale nucleare di Caorso (Piacenza) che venne costruita nel corso degli anni Settanta e entrò in esercizio nel 1981 (840 megawatt).

Le centrali di terza generazione vengono costruite negli anni Novanta. Hanno una potenza elettrica maggiore (1.000-1.400 megawatt). I sistemi di sicurezza sono più sofisticati, sfruttano le capacità di calcolo enormemente maggiori consentite dai computer di nuova concezione e sfruttano l’esperienza delle centinaia di reattori delle generazioni precedenti. Diversi accorgimenti tecnici permettono di affrontare anche incidenti di estrema gravità, come la fusione del nocciolo del reattore.

Le centrali di terza generazione avanzata, la cui costruzione è iniziata nel corso di questo decennio, introducono nuovi sistemi di sicurezza passiva, consentono un maggiore sfruttamento del combustibile, una maggiore efficienza, un tempo di vita più lungo (60 anni), una riduzione del volume di scorie a parità di energia prodotta, la riduzione dei rischi di incidente grave, come la fusione del nocciolo, la cui probabilità è stimata inferiore a un evento ogni milione di anni.

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