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Che cosa sono i rifiuti radioattivi?

I rifiuti radioattivi sono classificati in tre categorie. Quelli a bassa e media radioattività (prima e seconda categoria) comprendono indumenti debolmente contaminati, parti delle strutture coinvolte nei cicli di produzione e componenti degli impianti nucleari. Si tratta di rifiuti a tempo di decadimento breve, nell’ordine delle decine di anni o delle centinaia d’anni. I rifiuti di terza categoria sono invece quelli che restano molto attivi, dal punto di vista delle emissioni radioattive, per molte migliaia di anni. In larga parte si tratta di scorie nucleari, separate dal combustibile nucleare esaurito, che vengono prodotte dalla fissione nucleare. In media ogni diciotto mesi un terzo delle barre di combustibile di un reattore di terza generazione avanzata viene sostituito. Queste barre contengono grandi quantità di elementi radioattivi ad alta attività e continuano a generare grandi quantità di calore. Vengono sistemate in piscine piene d’acqua in modo che i prodotti ad alta attività nel giro di qualche anno perdano la gran parte della loro radioattività (nel primo anno se ne perde circa il 99%, dopo 40 anni l’attività si riduce a un millesimo). Una centrale EPR produce ogni anno circa nove metri cubi di rifiuti di terza categoria. In alcuni paesi (come la Francia) i rifiuti ad alta attività vengono inviati a impianti di riprocessamento che separano gli elementi più radioattivi. Altri paesi (come la Finlandia) hanno individuato siti geologici sotterranei dove stoccare le scorie opportunamente condizionate. Altri ancora non hanno risolto il problema per l’opposizione delle popolazioni locali che rifiutano la collocazione delle scorie in depositi nella loro regione.

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