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Enzo Gatta, Presidente AIN, protagonista di Incontri – Radio 24

Domenica 30 ottobre 2011 l’ Ing. Enzo Gatta, Presidente dell’Associazione italiana nucleare, è stato protagonista della trasmissione Incontri, su Radio 24. Un’intervista a 360º sul percorso professionale dell’Ing. Gatta nel campo dell’energia, sull’attualità, sulla complessa situazione economica che l’Italia sta attraversando, sulla necessità di un rinnovamento di un sistema che dimostra di avere difficoltà a trovare risposte concrete a molti nodi cruciali del vivere pubblico. A cominciare proprio dal tema dell’energia, conditio sine qua non di qualsiasi sviluppo economico.
Il costo dell’energia al consumatore finale ha fatto registrare, negli ultimi tempi, degli aumenti di non poco conto, derivanti dall’incremento del prezzo del gas come materia prima e dal condivisibile sostegno allo sviluppo delle fonti rinnovabili, il cui apporto al mix resta però purtroppo, ancora oggi, fondamentalmente marginale rispetto ad altre fonti.
Esistono i presupposti perché il sistema delle rinnovabili si sviluppi al massimo delle proprie potenzialità, e ciò andrebbe indubbiamente incontro ai dettami dell’ emananda direttiva europea sull’efficienza energetica, a patto però che ciò avvenga in un quadro di stabilità e certezza normativa e a condizione che non si cambi idea in corso d’opera, come invece, in campo di definizione del mix energetico, in Italia è accaduto più volte, ad esempio con il nucleare.
A questo proposito, durante l’intervista il conduttore Gianfranco Fabi ha sollevato un importante interrogativo: ha ancora senso, dopo il referendum di giugno, parlare ancora del nucleare in Italia?
La risposta è naturalmente si, in particolare per l’aspetto industriale che attiene al progetto di decommissioning dei vecchi impianti e di deposito e stoccaggio delle scorie nucleari che, si ricorda, provengono anche dal comparto sanitario, dove il nucleare salva la vita a molte persone.
Anche per questo, prosegue l’Ing. Gatta, è giusto continuare a rafforzare il mondo della ricerca scientifica che ruota attorno alle tecnologie nucleari, dando ad esso supporto e strumenti di sviluppo, i quali passano, naturalmente, in primis per la formazione universitaria.
Inoltre, è nell’interesse dell’Italia mantenere vivo il settore della ricerca sulle tecnologie nucleari anche perché, al giorno d’oggi, esistono numerose imprese italiane che lavorano per mettere le loro competenze, spesso di assoluta avanguardia, a disposizione della produzione di energia nucleare in altri paesi europei e del mondo.
Da uno sguardo all’estero emerge infatti che, ad esclusione di qualche paese – tra cui la Germania – che ha deciso non senza costi di abbandonare la strada della produzione di energia elettrica da fonte nucleare, le conseguenze dei fatti di Fukushima non hanno inciso in maniera evidente sui piani di sviluppo nucleare: ciò è particolarmente vero nei paesi del gruppo BRIC, accomunati, tra altri aspetti, dall’aver imboccato con convinzione il cammino del nucleare sicuro.
L’Ing. Gatta sottolinea, a questo proposito, che gli impianti nucleari ad oggi in costruzione appartengono alla “terza generazione”, ben più avanzata, tecnologicamente parlando, di quella che aveva creato i reattori di Fukushima, e in grado dunque di assicurare garanzie di assoluta sicurezza.
Quale cammino, in campo energetico, per il futuro  dell’Italia? Un percorso che passi, secondo Gatta, per la massima diversificazione possibile delle fonti di approvvigionamento energetico, considerata la grande dipendenza del nostro paese dall’acquisto di energia elettrica dall’estero.

A seguire, il link da cui poter ascoltare l’intervista all’ Ing. Gatta:

http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=enzo-gatta-presidente-associazione-italiana-nucleare

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