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In Spagna tutti vogliono le scorie nucleari sotto casa

Che paura le scorie nucleari vicino casa. O no?
La Spagna ha appena contraddetto il luogo comune: a sorpresa, c’è stata un’inedita corsa fra comuni rurali, negli ultimi giorni, per partecipare al bando aperto dal governo del premier socialista Josè Luis Zapatero per ospitare per 60 anni rinnovabili il futuro Magazzino Temporaneo Centralizzato (Atc) delle scorie prodotte dalle centrali nucleari.
Allo scadere della mezzanotte di oggi (venerdì 29 gennaio), ultimo termine fissato da Madrid, si prevede che almeno 12 comuni avranno presentato la candidatura, spesso con decisione unanime dei loro eletti. Sono quasi tutti villaggi persi in mezzo alla campagna. A loro l’atomo e le sue scorie non fanno paura. Anzi, ottenere la discarica è garanzia di rinascere, di fermare la fuga dei giovani verso le città, di avere una vita migliore, come quella che si vede nelle serie tv, con negozi, gente per le strade, case non più abbandonate.
Per presentare la candidatura i villaggi spagnoli hanno sfidato tutti. Gli stati maggiori dei partiti, i governi regionali, lo sguardo perplesso della grande stampa. Ma la futura discarica – un mega silos di 26 metri di altezza per 78 di larghezza e lungo quasi 290 – porterà al comune eletto 700 milioni di investimenti, 300 posti di lavoro, e un premio annuale di 5 milioni (e altri 7 ai comuni vicini).
La «soluzione di tutti i problemi» commenta il quotidiano Publico, che ha visitato uno dei candidati alla discarica degli atomi, Canas, vicino a Cuenca. Qui 20 anni fa c’erano ancora 1.800 abitanti, ora sono 480, con due negozi, una macelleria e una farmacia e un bar. Le strade semiasfaltate sono deserte, le case vuote. Nella piazza centrale, la Plaza Mayor, un solo alloggio è abitato. Tutti vogliono credere alle garanzie del governo, sul fatto che la discarica non comporterà rischi.
E secondo El Mundo a placare le paure gli abitanti della Spagna profonda e banalizzare il nucleare ha contribuito anche la serie Tv dei «Simpson’s». A Springfield, la cittadina virtuale dove vive la celebre famiglia dei cartoni c’è una centrale nucleare e la vita della collettività le si è organizzata attorno. Il primo villaggio a spezzare il tabù è stato una settimana fa Yebra, in Castilla-la-Mancha, a guida Pp, subito seguito dal catalano Ascò (socialisti e nazionalisti di Ciu). Le due regioni, a direzione socialista, si sono subito dichiarate contro, e ai sindaci dei due paesini erano giunte le scomuniche dei quartieri generali di Pp e Ciu.
Ma questo non ha fermato l’effetto palla di neve fra i paesini della Spagna profonda, abbandonati da Dio. Otto erano in corsa oggi a metà giornata, altri avevano convocato d’urgenza in serata i consigli comunali. In tutto dovrebbero essere almeno 12, magari di più, a sperare di rinascere con le scorie del nucleare.

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