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Intervista a Jacques Foos

Pubblicata l’8 gennaio 2013 su www.agienergia.it


Il titolo del vostro libro (‘Si può davvero uscire dal nucleare? Dopo Fukushima gli scenari energetici al 2050’) parte da una domanda: può il mondo rinunciare all’energia nucleare? E’ possibile secondo lei?

La domanda di energia, a seconda degli scenari, sarà compresa nel 2050, tra 30 Gtep (tasso di crescita identica a quella del XX secolo) e 54 Gtep (scenario più realistico, perché è quello che si basa sugli ultimi 15 anni). Possiamo fare il seguente bilancio: con l’eccezione del nucleare, se usiamo tutte le fonti energetiche possibili, ignorando ogni considerazione economica o ecologica (si usano metalli rari per le superfici fotovoltaiche, si inondano tutte le aree possibili per l’energia idraulica, ecc;) ammesso che sia stato fatto il massimo per risparmiare energia, nonostante tutto, anche se non abbiamo rispettato le promesse di sviluppo sostenibile o quelle del protocollo di Kyoto, né si sia lesinato sul costo del MWh, fatti tutti questi calcoli, si arriva a una produzione annua di 27 Gtep. Mancano ancora 5,5 Gtep /anno per soddisfare lo scenario meno energivoro (che non è quello degli ultimi 15 anni). Bisognerà risolvere il problema di immagazzinare energia su larga scala e non come facciamo noi oggi: è una sfida che deve avere successo se si vuole sviluppare in maniera adeguata energie rinnovabili e intermittenti. Il pianeta sarà a corto di energia nel 2050. Nonostante i recenti tragici eventi in Giappone, non si potrà fare a meno dell’energia nucleare. L’Europa occidentale può decidere di uscirne, ma il resto del mondo non può farlo: il nucleare ha appena sperimentato un terremoto, il mondo è costretto a evitargli uno tsunami.


Al 2050 la domanda globale di energia dovrebbe crescere. Il mondo potrà fare a meno di una fonte come quella nucleare?

Come illustrato nella tabella che segue (che non è mia ed è stata appena pubblicata), non ci sono mai stati tanti reattori nucleari in costruzione o in progettazione che in questo inizio del 2013!! Si tratta di circa 1.000 GWe di energia nucleare entro il 2030. E’ una cifra notevole!

In servizio In costruzione Programmati Previsti
Numero mondiale 441 86 155 338
Potenza mondiale in Mwe 376447 62994 171785 384355

Infine, si può notare che grazie ai 440 reattori nucleari del pianeta le emissioni globali di CO2 sono diminuite del 10%, mentre il Protocollo di Kyoto, quando sarà applicato (se lo sarà un giorno), non porterà che a una diminuzione del 5%. Anche la Norvegia, sebbene al riparo da ogni problema nergetico per molto tempo, sta considerando l’uso del nucleare. Anche il Giappone non può farne a meno (vedi i recenti discorsi del nuovo primo ministro giapponese), e anche la stessa Germania a breve dovrà rivedere la propria posizione, pena la recessione economica.


Quali sono gli eventi del 2012 più rilevanti sul fronte nucleare?

Nel 2012, 40 paesi prevedono di utilizzare l’energia nucleare nei prossimi anni (Sud Africa, Algeria, Argentina, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Cina, Corea del Sud, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Finlandia, Francia, Ungheria, India, Indonesia, Iran, Giappone, Giordania, Kazakistan, Lettonia, Lituania, Messico, paesi bassi, Filippine, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Regno Unito, Russia, Slovacchia, Slovenia Svezia, Taiwan, Turchia, Ucraina, USA, Vietnam). Il 10 febbraio 2012, sedici paesi dell’Unione europea hanno voluto riaffermare il loro attaccamento al nucleare nel loro mix energetico (i sedici paesi dell’Unione europea citati sopra).
Una ventina di reattori di terza generazione, progettati da diversi paesi tra cui Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Russia e Stati Uniti, sono in fase di sperimentazione o in costruzione in tutto il mondo. La Cina sta firmando un accordo di cooperazione con la Francia per sviluppare un derivato del ATMEA 1, reattore di terza generazione di 1.000 MW di potenza elettrica, motore co-sviluppato da Areva e MHI (Mitsubishi Heavy Industries). Anche il Regno Unito ha appena lanciato un progetto di costruire di diversi EPR sul suo suolo.
Secondo l’ultimo rapporto dell’Iea gli Stati Uniti sono destinati a diventare a breve indipendenti dal punto di vista energetico. Come inciderà questo fatto su un eventuale sviluppo del nucleare?

Negli Stati Uniti, a febbraio 2012, la Southern Company Nucleare è stata appena autorizzata a  completare la costruzione dei reattori 3 e 4 a Vögtle. Si prevede che questi reattori entreranno in servizio a partire dal 2016. Questi saranno i primi reattori nucleari ad entrare in servizio negli Stati Uniti dall’inaugurazione della centrale Bend River, in Louisiana, nel 1986. Sono appena tornato da una conferenza in Corea del Sud, dove sono stato invitato a tenere una lezione dai coreani, e un’altra conferenziera, americana, ha dichiarato (e confermato quello che già dicevo nelle mie lezioni) che gli Stati Uniti prevedevano l’uso nel 2030 di 300 reattori nucleari sul loro territorio (che sono tra i programmati e previsti della tabella qui sopra).

Giandomenico Serrao

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