Lettera aperta dell’industria nucleare alle istituzioni europee

Pubblichiamo di seguito la traduzione della lettera aperta rivolta dall’industria nucleare ai massimi rappresentanti delle istituzioni europee per chiedere un deciso riconoscimento del ruolo del nucleare nella costruzione di un’economia a bassa intensità di carbonio, nonché un quadro chiaro di norme che non solo preservino ma permettano di espandere l’industria nucleare del continente. Tra i firmatari anche Associazione Italiana Nucleare e Ansaldo Nucleare.

[Ai rappresentanti delle Istituzioni Europee:

Presidente della Commissione Europea von der Leyen, al Vice Presidente Dombrovskis, al Vice Presidente Timmermans, al Commissario per l’Energia Simson, al Commissario per il Mercato Interno Breton

Al Presidente del Parlamento Europeo Sassoli

Al Presidente del Consiglio d’Europa Michel]

In questi giorni l’Europa e il mondo intero stanno affrontando una sfida senza precedenti dal punto di vista sanitario ed economico, e la risposta al COVID-19 è giustamente l’immediata priorità di ciascuno. Il settore energetico europeo, di cui il nucleare è il cuore, continua ad avere un ruolo importante in questa sfida – manteniamo in funzione l’indispensabile fornitura elettrica  e al contempo garantiamo la sicurezza dei nostri impiegati, clienti, del pubblico e dell’ambiente.

Il 26% dell’elettricità prodotta nell’Unione Europea proviene da fonte nucleare e quest’ultima fornisce il contributo maggiore tra le fonti a bassa intensità di carbonio. Malgrado ciò, il 50% del mix elettrico europeo è ancora basato su combustibili fossili che dovranno essere sostituiti da nuove fonti a bassa intensità di carbonio nella transizione verso un’economia ad emissioni neutre prefigurata per il 2050. Allo stesso tempo, capacità elettrica aggiuntiva sarà necessaria per far fronte al crescere della domanda.

Ciò rappresenta un’enome sfida finanziaria e il documento strategico della Commissione Europea (“A Clean Planet for All”) riconosce esplicitamente il nucleare, assieme alle rinnovabili, come spina dorsale di un sistema elettrico decarbonizzato. La capacità nucleare già operativa ad oggi, unitamente alla continua innovazione del settore, alla ricerca e sviluppo (per esempio nel coampo dei reattori avanzati e dei reattori modulari), costituisce il complemento perfetto delle fonti rinnovabili al fine di rendere disponibile elettricità a bassa intensità di carboni, 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno. Il nucleare può anche contribuie con successo al teleriscladamento e alla produzione di idrogeno a basse emissioni. Inoltre, ricopre un ruolo fondamentale nel settore sanitario – tramite le applicazioni diagnostiche e terapeutiche e di diagnosi cura del cancro, la tecnologia nucleare sostiene il Beating Cancer Plan europeo.

Gli Stati Membri comprendono che un approccio tecnologicamente neutro è necessario al fine di raggiungere gli obiettivi climatici. Per alcuni di essi, qualsiasi soluzione che escluda il nucleare sarebbe troppo onerosa, meno efficace nella riduzione delle emissioni e lesiva della sicurezza degli approvvigionamenti e della stabilità della rete. Le industrie energivore europee fanno affidamento sulla disponibilità di energia continua e a prezzi competitivi al fine di rimanere esse stesse competitive nel mercato globale, ed il nucleare è un attore chiave a questo scopo.

Nel momento in cui i nostri pensieri sono rivolti alla ripresa economica e alla necessità di ricostruire la nostra economia dopo l’impatto del coronavirus, l’impegno al contrasto del cambiamento climatico non è stato scalfito, ma anzi guiderà e darà forma alla ripresa. Il settore energetico continuerà dunque ad avere un ruolo chiave.

L’industria nucleare europea è pronta a giocare la propria parte a supporto di piani economici nazionali e comunitari puliti e rispettosi dell’ambiente, continuando a fornire:

  • crescita, posti di lavoro (ad oggi il settore mantiene 1.1 milioni di posti di lavoro incluso l’indotto) e creazione di ricchezza a livello comunitario, nazionale e regionale
  • ricerca ed innovazione,
  • potenziale di maggiori esportazioni,
  • e progresso verso un’economia a emissioni neutre, nel pieno rispetto delle normative ambientali, incluse quelle riguardanti i rifiuti radioattivi.

Il settore nucleare è un settore già economicamente ribusto in europa attraverso tutta la sua filiera. Si va rafforzando in Europa la consapevolezza dell’importanza di preservare e sviluppare le filiere industrial di valore strategico, riducendo la dipendenza da Paesi terzi. Il settore nucleare deve essere quindi parte di una nuova e coerente strategia industriale europea.

Cosa dunque il settore chiede per essere messo in condizioni di porare il proprio contributo?

  • Coerenza nello sviluppo e nell’implementazione delle politiche comunitarie, con segnali chiari volti alla facilitazione degli investimenti e alla creazione della nuova capacità nucleare richiesta, nonché al mantenimento della flotta esistente, ai cui componenti sia garantita l’estensione dell’operatività nei casi opportuni.
  • Una valutazione ambientale basata su evidenze scientifiche che risolva rapidamente la questione del posizionamento dell’energia nucleare nella Tassonomia Europea. Le analisi aggiuntve richieste dal Technical Expert Group (TEG) sono state caldeggiate da esperti con la dovuta preparazione scientifica e tecnica. Tali analisi devono compiersi nel 2020 al fine di non ritardare ulteriormente investimenti importanti.

In conclusione, il settore energetico, di cui il nucleare è il cuore, continua a giocare un ruolo importante nel dare energia all’Europa, fornendo energia essenziale a basse emissioni alle case e alle attività produttive, im maniera sicura e competitiva, facendo girare l’economia. Siamo inoltre pronti a fare da apripista nella ripresa economica, per costruire un’economia più pulita e resistente, per il futuro a cui tutti aneliamo.

Firmatari:

Industrie del settore energetico e nucleare



Associazioni Nucleari

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