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Lo sviluppo del Kenya passerà per lo sviluppo di impianti nucleari

Nel 2022 la terza maggiore economia africana ha intenzione di costruire la sua prima centrale: un impianto da circa 1.000 MW che, entro il 2031, sarà affiancato da altri tre reattori. Il governo di Nairobi, che prevede una impetuosa crescita della produzione industriale keniota, promette in questo modo di soddisfare il 19% del fabbisogno energetico di un Paese sempre più vorace di elettricità….

In effetti, in Kenya l’approvvigionamento energetico sta diventando sempre più un problema. Ed una priorità. Meno della metà della popolazione della capitale Nairobi ha un allacciamento alla rete elettrica nazionale, mentre nelle aree rurali la percentuale di persone con accesso alla corrente elettrica è di un misero 2%.La cosa più importante per il governo keniota, oltre alla sicurezza, è fornire energia alla sua crescente popolazione facendola risparmiare sulle bollette. Secondo i calcoli di Nairobi, infatti, una centrale nucleare per produrre 1.000 megawatt costerebbe circa 3,5 miliardi di dollari, e i consumatori pagherebbero 6,84 centesimi di dollaro per kilowattora. Cifre decisamente inferiori rispetto a quelle necessarie a costruire un impianto geotermico della stessa potenza, che costerebbe invece 5 miliardi di dollari, con una tariffa di 8,4 centesimi di dollaro per kilowattora.….Il governo di Nairobi ha già stanziato 2,3 milioni di euro per un programma quindicinale di addestramento sul funzionamento degli impianti atomici, di cui beneficeranno i futuri impiegati delle centrali, giovani kenioti laureati in fisica, ingegneria o matematica.

(Da “Il Fatto Quotidiano”)

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