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Nasce “On l’AIN”, la nuova newsletter dell’Associazione Italiana Nucleare

ImmOnlAIN
Di Antonio Soriero


Cari lettori, cari follower,

vi presentiamo On l’AIN, la nuova iniziativa editoriale dell’Associazione Italiana Nucleare che vi terrà aggiornati sui principali temi al centro dell’attenzione nel settore nucleare, in Italia e nel mondo.

On l’AIN è una newsletter pensata per allargare il campo della discussione e aprire un confronto tra i mondi dell’industria e della ricerca, ma anche tra quanti sono semplicemente curiosi di saperne di più e di informarsi meglio.

Non è un mistero, infatti, che la comunicazione sul nucleare civile sia spesso caratterizzata da inesattezze e falsità, riportate ad arte per accrescere l’ombra di un timore fondato essenzialmente sulla mancanza di conoscenza.

Anche per questo abbiamo deciso di essere sempre più presenti nel dibattito pubblico italiano, sia attraverso l’interlocuzione con le istituzioni competenti che attraverso strumenti e iniziative di comunicazione, come On l’AIN e come il nostro workshop “Decommissioning nucleare: un’opportunità di domanda e di sviluppo”, tenutosi a Roma nel 2015.

Proprio al decommissioning dedichiamo l’apertura di questo primo numero, convinti della centralità del tema per la comprensione degli attuali punti di forza e delle criticità del nucleare italiano, a cinque anni di distanza dal referendum del 2011.

È di questi giorni la notizia del via libera della Regione Piemonte al piano complessivo di Sogin per la dismissione del sito nucleare di Saluggia. Un segnale importante che dà l’idea di un tentativo del Sistema Paese di far riemergere il decommissiong dalle sabbie mobili degli step burocratici e delle inefficienze organizzative.

La c.d. “soluzione veloce” originariamente teorizzata per il programma nazionale – che avrebbe dovuto riportare i siti nucleari a “prato verde” entro il 2020 – ha purtroppo lasciato spazio a dilazioni che guardano all’orizzonte del 2035 per la conclusione di tutte le operazioni previste.

Per la bonifica dei siti nucleari e la realizzazione del Parco Tecnologico e del Deposito Nazionale si prevede, allo stato, una spesa complessiva stimata in oltre 6 miliardi di euro. In base al meccanismo di finanziamento del programma, la dilazione della durata del piano comporta nei fatti un aumento delle spese fisse, con il conseguente incremento dei costi complessivi addebitati ai consumatori.

Vi è inoltre il forte rischio che il Paese non colga appieno una grande sfida per la nostra industria e per il nostro sistema della ricerca. Da oggi al 2050 si manifesterà un sensibile sviluppo dei programmi di decommissioning in tutto il mondo (pensando non solo alle centrali nucleari). Il Sistema Italia dovrebbe legittimamente, per storia e capacità innovativa, aspirare a un posizionamento competitivo nella partita del decommissioning. A causa dei ritardi del nostro programma nazionale, diventa però sempre più difficoltosa la costituzione di un sistema industriale strutturato, nonostante gli sforzi di chi, come l’AIN, quotidianamente si impegna per valorizzare la filiera industriale italiana.

Nel nostro documento programmatico, pubblicato lo scorso ottobre, abbiamo avanzato alcune proposte per cercare davvero di contribuire a cambiare passo: prima tra tutte la proposta del c.d. unbundling, vale a dire una più netta distinzione, nelle attività di Sogin, tra le funzioni di stazione appaltante – che gestisce risorse pubbliche – e soggetto operativo e industriale – che realizza il decommissioning.

Abbiamo inoltre proposto di pensare a un superamento della rigida compartimentazione, nelle gare, tra progettazione ed esecuzione. Se si mantiene questa netta separazione, che il Codice degli appalti pubblici prevede per le nuove costruzioni, si introduce un fattore generatore di costi, ritardi e contenziosi.

Non possiamo permetterci che le attività rallentino ulteriormente perché ci sono, a nostro avviso, le condizioni affinché questo settore possa contribuire alla ripresa degli investimenti, dell’occupazione e a una crescita della domanda e dell’offerta industriale qualificata nei prossimi anni.

L’AIN sul punto ha, come detto, interloquito con le istituzioni, sollecitandole a esprimere un indirizzo chiaro sulle modalità di esecuzione del programma di smantellamento e sulla relativa tempistica.

Da oggi c’è uno strumento in più per discutere e avanzare proposte, istanze, per partecipare.

On l’AIN crescerà anche grazie alle vostre riflessioni.

Vi auguriamo buona lettura,

Antonio Soriero

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1 Risposta to " Nasce “On l’AIN”, la nuova newsletter dell’Associazione Italiana Nucleare "

  1. alberto.orsini scrive:

    Gentili Colleghi,
    ha letto sempre con molta attenzione gli sviluppi delle attività nel settore nucleare oggi praticamente ferme per la moltitudine di approvazioni che vengono richieste NON dalle leggi italiane ma da “desideri di sicurezza” che scaturiscono dalle autorità coinvolte nelle autorizzazioni. Analizzando i documenti autorizzativi si capisce che la soluzione migliore sia quella di “bloccare il tutto per alcuni decenni” (ci vorrebbe veramente poco sforzo!!!) ed attendere tempi migliori quando un’autorizzazione allo smantellamento significherà che l’operatore inizierà immediatamente lo smantellamento sotto gli occhi vigili dei controllori e dei cittadini nel pieno rispetto delle leggi vigenti

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