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Nucleare sicuro in UK: buone notizie dal Dossier Weightman

Sono state diffuse l’ 11 ottobre, e riprese da alcuni lanci di agenzia, importanti considerazioni a proposito del Dossier Weightman, di cui oggi si vengono a conoscere i positivi contenuti.
All’indomani dell’ incidente di Fukushima, il Ministro per l’Energia britannico Chris Huhne aveva annunciato un’inchiesta sullo stato di sicurezza dei reattori nucleari in funzione nelle isole britanniche, affidandone la realizzazione a Mike Weightman, responsabile per la sicurezza nucleare del watchdog governativo Hse ed ispettore capo degli impianti atomici nel Paese.
Alla luce della coincidenza storica che ha reso concomitanti l’incidente in Giappone e la fase di transizione del programma di energia nucleare nel Regno Unito (che spegnerà entro il 2023 tutti gli impianti oggi in funzione, per sostituirli con reattori di nuovissima generazione), il Ministro Huhne ha intercettato l’implicita domanda di maggiore sicurezza proveniente da larghi strati dell’opinione pubblica, anticipandone le richieste ed affidando a Weightman non soltanto la realizzazione di una “fotografia” dello stato dei reattori britannici, ma anche un riesame dei programmi di costruzione degli impianti ancora in fase di progettazione.
Sei mesi dopo, e a seguito di un’approfondita analisi empirica e tecnica, i risultati: la Gran Bretagna va avanti con i suoi piani nucleari, considerato che non c’è motivo di sospendere o rivedere il programma nucleare britannico alla luce del disastro di Fukushima.
Questo, fondamentalmente, ciò che emerge dal Dossier Weightman, che il Ministro per l’Energia Huhne ha così commentato: “Il rapporto mette in chiaro che il Regno Unito ha uno dei migliori regimi di sicurezza nucleare del mondo e che l’energia nucleare può  continuare ad alimentare case e aziende, nonché posti di lavoro. Dobbiamo, ad ogni modo, migliorare dove possibile. Non solo con le nuove centrali ma anche con la gestione del nostro passato nucleare. E dobbiamo farlo in modo efficiente e robusto”.
Il Dossier, peraltro, non manca di rinnovare alcune necessarie raccomandazioni già avanzate a maggio dallo stesso Weightman in seguito ad una sua visita in Giappone, e riguardanti in particolare il rafforzamento  della ventilazione, i circuiti elettrici di emergenza, la conservazione del combustibile esaurito e la protezione da inondazione.
Fatte salve le imprescindibili accortezze, tuttavia, il bilancio a consuntivo dell’indagine non lascia spazio a dubbi:  l’ ispettore capo si è detto “convinto che le nostre centrali non hanno debolezze fondamentali”.

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