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Nucleare in Russia/Dopo Fukushima si punta tutto sulla sicurezza.

Riportiamo di seguito l’articolo di Marina Obrazkova, pubblicato su “La Repubblica” del 5 settembre scorso.

La stazione nucleare ubicata a Shchelkino (in Crimea) è la testimonianza di un’epoca ormai finita nella storia dell’energia nucleare.

Il cantiere è stato “congelato” nel 1986, dopo l’incidente di Chernobyl.

L’atmosfera desolata della centrale rimasta incompiuta è stata per molti fonte di ispirazione: era qui che si svolgeva regolarmente Kazantip, un importante festival di musica elettronica da discoteca dell’ex-Unione Sovietica, ed è stato qui che il celebre regista russo Fedor Bondarchuk ha girato il suo i lm di fantascienza “L’isola abitata”.

A qualche centinaio di chilometri da qui, sull’altra sponda del Mar Nero, vicino a Volgodonsk, si trova invece la centrale nucleare di Rostov, dove lavorano più di 5mila persone.

Anch’essa si trovava in fase di costruzione ai tempi del disastro di Chernobyl, ma le autorità locali hanno tratto un insegnamento diverso dalla catastrofe: invece di accantonare il progetto, hanno fatto in modo che la centrale fosse equipaggiata con i sistemi di sicurezza più affidabili.

Dopo la tragedia di Fukushima, alla quale è seguito il rapido aumento dell’estrazione di gas e petrolio in tutto il Mondo, alcuni analisti affermarono che l’energia nucleare avesse ormai i giorni contati, ma le cose sono andate diversamente.

Come dimostra il caso della centrale di Rostov, che si trova a tre ore di strada da Rostov-sul-Don, vicino alla cittadina di Volgodonsk.

Proprio a due passi dalla città, ma gli abitanti non ne sono turbati. La tecnologia che viene utilizzata nel cantiere si chiama multi-D.

Come ci ha spiegato Sergei Olantsev, vice direttore della ditta costruttrice Niaep, la sua particolarità consiste nel fatto che il software tiene conto non solo dei parametri spaziali, ma anche di quelli temporali, inanziari e delle materie prime. Di fatto è possibile visualizzare le varie fasi di tutto il processo di costruzione come in una macchina del tempo: basta avere degli occhiali 3D, uno schermo e un joystick per navigare.

L’energia atomica sta andando incontro a un nuovo periodo di crescita: tra i 20 paesi che producono grandi quantità di gas, ben 15 hanno avviato nuovi programmi per lo sviluppo del settore. Secondo le stime elaborate da Rosatom (gigante energetico russo), entro il 2020 nel mondo la capacità di produzione di energia nucleare aumenterà di circa 460 gigawatt (per dare un’idea, una città occidentale di grandi dimensioni utilizza non più di un gigawatt), complice la fame di energia espressa dai paesi emergenti.

Il nuovo reattore della centrale nucleare di Rostov può reggere a terremoti di magnitudo fino a 9 gradi della scala Richter e sopporterebbe anche l’impatto con un “boeing” di 400 tonnellate, come spiega Aleksandr Polushkin, direttore del dipartimento di progettazione ingegneristica della Rosenergoatom, impresa affiliata alla Rosatom.

Polushkin ci tiene anche a sottolineare che le nuove tecnologie permettono alla stazione di funzionare normalmente anche senza energia elettrica, e questo significa che non sarà possibile che si verifichino perdite di materiale radioattivo, come è avvenuto a Chernobyl.

L’acquisita sicurezza è un altro fattore che gioca a favore del nucleare, così come il suo ridotto impatto inquinante rispetto ad altre fonti di produzione energetica. Inoltre dalla sua c’è la garanzia di prezzi stabili per tutti i 60 anni di durata del reattore, a fronte dei forti sbalzi che invece caratterizzano al petrolio.

Aleksandr Moskalenko, presidente del gruppo imprenditoriale Centro perizie cittadino, sottolinea poi che «la costruzione di un impianto atomico non richiede che vengano sottratte all’agricoltura grosse porzioni di terreno, come invece avviene per gli impianti idroelettrici», spiega.

«Per altro, le stazioni termoelettriche alimentate dalle altre risorse energetiche disponibil presentano elevate emissioni cancerogene».

L’incidente che ha colpito la centrale di Fukushima, creando grande apprensione in tutto il Mondo, ha dato ai costruttori di reattori della regione uno stimolo all’impegno sula sicurezza, pur nella consapevolezza che nessun reattore può essere sicuro al 100%, come del resto non può esserlo nemmeno un’automobile.

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