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Terremoto e centrali nucleari: le solite irresponsabili bugie

1433431414_bufale2Di Umberto Minopoli

“Terremoto di 7,5 gradi in Giappone: torna la preoccupazione a Fukushima”, così titolava “La Stampa”.

Si intende associare il pericolo del terremoto alla centrale nucleare di Fukushima. Refrain di giornalisti faziosi e allarmisti. La verità?

1) Il nuovo terremoto è stato in Giappone, non a Fukushima. Perché si cita la sola Fukushima? Perché non si dice che, ancora una volta, un terremoto di 7,5 gradi ha fatto un baffo alla centrale di Fukushima e alle 58 centrali nucleari presenti in Giappone?

2) Il terremoto del 2011 e lo tsunami non provocarono alcuna morte alla centrale nucleare e per l’incidente nucleare, ma fecero 22.000 morti nel resto del paese. Perché quindi si evoca maliziosamente solo Fukushima?

3) Dalla centrale di Fukushima sono state rimosse tutte le cause tecniche (sistemi di alimentazione elettrica vulnerabili ad uno tsunami) che provocarono l’incidente nucleare (che, come detto, causò zero morti alla centrale e zero morti per la fuga radioattiva all’esterno). Nessun terremoto, di qualunque grado, potrebbe riprodurre l’incidente del 2011 (che peraltro non fu causato dal terremoto, ma dallo tsunami che adesso non c’è stato).

La misura è davvero colma.

Le bugie, l’allarmismo immotivato, i luoghi comuni, le falsità di una stampa che, per vendere copie, alimenta catastrofismi e inventa la paura del nucleare sono, ormai, insopportabili.

Le centrali nucleari, rassegnatevi, sono la tecnologia di generazione di energia più sicura e con (incomparabilmente) meno perdite e fatalità in caso di sisma e di incidenti.

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