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Terrorismo e centrali nucleari? No alle paure infondate

CatturaArticolo del presidente Umberto Minopoli

I terroristi, si legge, volevano colpire la centrale nucleare di Tihage in Belgio. Ci hanno rinunciato.

Cosa deve succedere in una centrale nucleare per renderla pericolosa per la popolazione? Una sola cosa: provocare un rilascio di radioattività in atmosfera.

Può succedere questo in seguito all’attacco di un commando di terroristi? Praticamente no. Per questo non vi sono mai stati attentati a centrali nucleari. Se non come vaga minaccia propagandistica. Ma senza seguito. Come e’ il caso, anche, delle minacce dei terroristi di Bruxelles alla centrale nucleare belga di Tihage.

Un attacco terroristico di terra ad una centrale nucleare finirebbe, infatti, in un flop sicuro. Anzitutto una centrale nucleare e’ un impianto che sta in un luogo non popolato, con larghi spazi e con difese esterne variegate. Un commando di terroristi si troverebbe esposto ad una facile azione di difesa delle forze dell’ordine. Già solo nel lungo tragitto sorvegliato  che porta ad una centrale. Se per miracolo il commando riuscisse a penetrare la centrale, si scontrerebbe con una serie infinita di difficoltà.

Ovviamente l’obiettivo, l’unico pericoloso, dovrebbe essere provocare una fuoriuscita di radioattività in atmosfera. E’ una parola! Il 90% della radioattività, in una centrale nucleare, e’ nel reattore. I terroristi dovrebbero penetrare li’. Non avrebbe, intanto, effetto attaccare dall’esterno l’edificio in cui si trova il reattore con dell’esplosivo convenzionale.

Il contenitore del reattore, infatti, e’ fatto per resistere alle esplosioni convenzionali. Il commando dovrebbe, perciò, penetrare nell’edificio reattore. Opera non facile. Una volta li’, probabilmente, si fermerebbe. Per rendere pericolosa la centrale, il commando dovrebbe, infatti,  realizzare due obiettivi: primo, mandare in sovracriticità il reattore. Occorrerebbe un tempo lunghissimo (con l’esercito, si presume, ormai dentro) e una competenza superspecialistica di molte persone dedicate all’opera criminale. Impossibile.

Secondo: i terroristi dovrebbero provocare, insieme, la distruzione del contenimento del reattore (vessel) e poi la distruzione del contenitore in cemento armato resistentissimo del vessel. Se non salta questo bunker del contenitore esterno (che e’ un edificio a prova di bomba) l’eventuale danno al reattore, che i terroristi potrebbero aver provocato, sarebbe inutile: la radioattività resterebbe contenuta all’interno. Senza conseguenze per l’ambiente e la popolazione. Ammazzerebbe, forse, solo i terroristi. Ma avrebbe effetto nullo per la popolazione. Per far saltare il contenitore una banale esplosione chimica e’ insufficiente.

Insomma: un commando per distruggere i due contenitori di protezione del reattore, dovrebbe disporre di armamento di guerra, di bombe da uso bellico e non di bombe artigianali come quelle usate e confezionate da terroristi. Nel frattempo che avessero portato avanti tutte queste operazioni, domandiamoci, quanto tempo sarebbe passato?

Abbastanza perché una forza armata regolare ed equipaggiata abbia avuto ragione di un commando di terroristi.

Fateci caso: se avete fatto attenzione ai comunicati di questi giorni, si e’ sentito parlare di “evacuazione della centrale” per il pericolo di attacco. Sembra un assurdo: si lascia la centrale indifesa? E invece no. In caso di attacco terroristico gli unici a correre pericolo sono i lavoratori della centrale. Le difese di una centrale nucleare non sono affidate agli uomini. Sono affidate ai mezzi fisici.

In caso di attacco terroristico e’ meglio per i militari che devono catturare e fermare i terroristi non avere civili presenti. Per questo si evacua. Nella sostanza: una centrale nucleare e’ inattaccabile da terra. Nella sicurezza nucleare, non a caso, l’unico possibile attacco seriamente considerato, infatti, e’ quello da cielo. E le centrali sono progettate e costruite anche per resistere a questa possibilità: il dirottamento sul contenitore del reattore dall’alto di un aereo di linea delle dimensioni del piu’ grande aereo commerciale in circolazione. Ebbene: i contenitori delle centrali di oggi resisterebbero anche a questo.

Convincetevi: una centrale nucleare, alla luce di un attentato terroristico, e’ il luogo più sicuro al mondo.

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