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Una scelta sbagliata a caldo e l’Italia è nella morsa del freddo

L’Associazione Italiana Nucleare (AIN):”L’allarme per la possibile mancanza di gas ripropone con forza il tema del nucleare come opzione energetica del futuro

Il nostro Paese è paralizzato dal freddo e dalla neve. I clienti industriali interrompibili dovranno fermare le loro attività, per poter dirottare il gas sui clienti civili e fronteggiare il freddo. Molto probabilmente l’ondata di freddo che ha investito Russia, Ucraina e tutta l’Europa del Nord comporterà una stabile riduzione del gas russo per un tempo non breve. Il fatto che l’Italia non riesca a far fronte all’approvvigionamento energetico, perché il gas russo non basta a soddisfare la domanda interna di quel Paese, deve far riflettere.

La questione dell’indipendenza energetica, e quindi della sicurezza di approvvigionamento, non è soltanto un caposaldo economico delle economie moderne, ma anche un fattore di benessere.

La rinuncia al nucleare, non compensata da altre misure strategiche di pari intensità ed efficacia, sta lasciando un segno profondo sulla nostra economia e sull’aspettativa del nostro Paese circa la continuità delle forniture energetiche

E’ necessario che il Governo e le istituzioni tutte, secondo quanto stabilito a seguito del referendum del giugno scorso, si mobilitino per avviare una discussione approfondita sulla strategia energetica che il nostro Paese dovrà adottare.

L’AIN non può che rimarcare che i Paesi Europei che dispongono della fonte energetica nucleare non temono il perdurare delle pessime condizioni metereologiche di questi mesi, consentendo ai cittadini la continuità dell’energia elettrica per i bisogni civili e alle imprese la continuità dell’attività produttiva senza interruzioni, in un momento di crisi economica e finanziaria grave.

L’Italia, invece, è costretta a far fronte all’emergenza freddo senza  poter contare su un’opzione energetica alternativa e priva di emissioni di CO2.

E’ opportuno che in futuro non sia preclusa la strada della diversificazione delle nostre fonti di approvvigionamento, avviando un confronto che superi i pregiudizi ideologici e sia improntato su dati fattuali.

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