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Uscita anticipata dal nucleare: per la Germania aumento delle bollette di 32 miliardi e disoccupazione in aumento

Ogni decisione, come è noto, comporta cambiamenti e rinunce. Per questa ragione, benefici e svantaggi potenziali devono essere oggetto di un’attenta valutazione, ponderata con livelli di responsabilità e attenzione direttamente proporzionali alla complessità  della materia.

Proprio per questo, il mondo intero si è stupito della tempestività e, forse, della superficiale e frettolosa valutazione costi – benefici, che sembra aver caratterizzato la decisione della Germania di uscire dal nucleare entro il 2022.

La Repubblica Federale, tradizionalmente associata a un’immagine di pragmatismo tattico e lucidità strategica, ha stupito la comunità internazionale approdando ad una decisione importante e gravida di conseguenze, come quella di abbandonare il nucleare e stravolgere il proprio sistema energetico, sull’onda dello shock emotivo generato dal disastro di Fukushima.

Le conseguenze di tale decisione sono state misurate dallo studio che il Ministero dell’Economia tedesco ha commissionato –  a posteriori, e non preventivamente come elemento di valutazione – all’Istituto per l’energia dell’ Università di Colonia, all’Istituto Prognos e alla Società per la ricerca economica Gws.

Il quotidiano tedesco Handelsblatt ha reso noti, in data 10 agosto 2011, i risultati di questa ricerca, che ha stimato in 32 miliardi l’aumento della bolletta dell’elettricità tedesca nei prossimi 20 anni.

Peraltro, questo valore non certo irrisorio è da considerarsi come la “soglia minima” di spesa addizionale derivante dalla fuoriuscita dal nucleare (in pratica, corrisponde in massima parte ai costi di smantellamento delle centrali e alle maggiori importazioni di elettricità dall’estero), e non tiene conto delle ulteriori voci di spesa composte dagli incentivi alle rinnovabili e dalla ristrutturazione della rete elettrica.

Ristrutturazioni in vista anche per le tre maggiori società energetiche tedesche (E.ON, RWE e En.BW) che annunciano potenziali dismissioni, tagli di personale e cambiamenti degli esecutivi.

 

 

 

 

 

1 Risposta to " Uscita anticipata dal nucleare: per la Germania aumento delle bollette di 32 miliardi e disoccupazione in aumento "

  1. marco innocenti scrive:

    Come bisogna guardare il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto.?
    I costi di smantellamento ci sarebbero stati comunque a fine vita delle centrali( o forse è meglio lasciarle sforacchiare dai neutroni) ,sono i costi del mancato ammortamento calcolato alla vita utile della centrale e il calcolo degli interessi per aver anticipato la spesa, ma il rovescio della medaglia è che si dà lavoro alle aziende di smantellamento ora e non a fine vita delle centrali, generendo così un pò di lavoro.
    Molto probabilmente al contrario dell’Italia svilupperanno molte centrali a biogas da rifiuto organico localizzandole vicino ai centri di consumo elettrico ,diminuendo così la perdita di rete. Certo questo non basterà per compensare il fabbisogno e far rientrare tutti gli esuberi del personale nucleare. Ma hanno già dimostrato che sono riusciti a fare con le energie rinnovabili.
    Inoltre facendo così scommettono sulla ricerca che a questo punto non è più teorica ma strategica.

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